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Recensione di "Coffee and Cigarettes"


Data recensione: 2009-07-16
Regia: Jim Jarmusch
Fotografia: Tom DiCillo, Robby Müller, Ellen Kuras
Anno: 2003
Nazione: USA
Genere: commedia

Super cast per un super film. Ma non sono sicuro che "film" sia il termine giusto. Sembra più una serie di cortometraggi montati tutti insieme e distribuiti sotto un unico nome: "Coffee and cigarettes".
Ci sono alcuni comuni denominatori in questi corti: bar squallidi, dialoghi difficili, interrotti e sovrapposti, grandi attori o personaggi famosi, sguardi che studiano, assenza di colore e ovviamente caffè e sigarette oltre i limiti consentiti.
E' difficile da valutare: sembrano tutti corti d'autore con interpreti eccezzionali, ma sembrano anche molto improvvisati, poveri, lenti e noiosi.
Alcuni corti rappresentano solo persone squilibrate che esprimono il proprio delirio tramite azioni ripetute, dialoghi che non portano da nessuna parte e persino silenzi imbarazzanti.

La telecamera fissa, le inquadrature che cambiano raramente, i colori bianco e nero (è il buon gusto retrò del regista) e la scenografia che ha del monotono (ritornano spesso i bar, i tavoli rotondi con tovaglia a quadri, caffè americano in tazze grandi e bianche, posacenere) non possono che dare un'impressione "malinconica, povera e noiosa".
Ma poi non si può non fare caso ai cameo di fama internazionale o ai personaggi famosi (cantanti e musicisti) che appaiono in ogni episodio, la sceneggiatura che prova a trattare un tema apparentemente banale apprezzandolo e criticandolo al tempo stesso, l'espressione di malinconia e di senso di incomunicabilità.
La quasi assenza di colonna sonora (si riesce a sentire solo se ci si sforza di sentire, e alla fine si senteno solo quelle musichine tranquille e noiose da bar!) sembra voluta (DEVE essere voluta!) e aumenta quella sensazione di vuoto lasciata dalle lunghe e non sempre azzeccate pause nei dialoghi.
Purtroppo la regia non riesce a far esprimere i non professionisti al meglio. Ma non essendo attori veri, non posso pretendere che diano una buona performance. Vedi Meg White, vedi Iggy Pop. Non ce la fanno, non si impegnano. Colpa di Jim Jarmusch o colpa degli attori?

I migliori spezzoni sono quello con Iggy Pop e Tom Waits, con Alfred Molina e Steve Coogan, e i due vecchietti alla fine (molto profondo l'ultimo. sembra addirittura che alla fine uno dei due sia morto! haha!).

Forse non sono pronto per recensire questo film. E' a livelli molto alti.



la frase: "Sai cosa? Il bello di quando si smette è che... è che avendo smesso, posso anche fumarne una! Perchè ho smesso!" Tom