Recensione di "Le colline hanno gli occhi"
Data recensione: 2009-07-03
Regia: Alexandre Aja
Fotografia: Maxime Alexandre
Anno: 2006
Nazione: USA
Genere: Horror
Io lo capisco, Big Bob, il capofamiglia che vuole passare il suo anniversario di matrimonio con tutta la famiglia visitando il deserto dell'Arizona. Anch'io vorrei tanto vederlo questo famigerato deserto, e mi sembra normale che lui, da buon americano, visiti questo posto almeno una volta nella vita, stile pellegrinaggio degli smilzi a La Mecca. Solo l'occasione è sbagliata: passerà un gran brutto anniversario. Sia lui, sia la moglie (Ethel). Ma neanche gli altri componenti della famiglia (Doug, sposato con Lynn, la primogenita di Big Bob; Brenda la seconda genita; Bobby; ultimo figlio di Big Bob; e il neonato figlio di Doug e Lynn) si divertiranno...
Tutto inizia quando l'addetto alla stazione di servizio in cui si fermano li dirige verso una strada che non porta da nessuna parte. No, beh, veramente porta da qualche suo amichetto affamato. La loro fame ha qualcosa di particolare però. Infatti questi "amichetti" sono la prole di abitanti di paesini sperduti nel deserto che hanno deciso di non andarsene da casa loro dopo che il governo americano ha desiganto la loro zona per esperimenti nucleari. E sappiamo bene quali sono gli effetti collaterali dovuti alle radiazioni sugli umani e la loro prole. Deformità, per indenderci. Ebbene, per qualche strana ragione hanno deciso che la cannibalia è più divertente dei modi convenzionali che abbiamo noi per nutrirci. Il loro piano prevede questo: bloccare i tizi di passaggio, approfittare delle donne, mangiare il mangiabile, e far sparire quello che non serve.
Quando la nostra famiglia viene fermata lungo la strada della morte, Big Bob e Doug decidono di andare in cerca di aiuto, andando rispettivamente verso la stazione di servizio e più avanti nella strada della morte. Doug scopre che la strada non porta a niente, se non a un enorme cratere di cui ignora la formazione (in realtà è lasciato da un'esplosione nucleare di 50 anni prima) in cui ci sono centinaia di macchine vuote, abbandonate lì. Big Bob, arrivato alla stazione, scopre un orecchio in una scatola di un hamburgher, un cassetto pieno di robaccia che non è del gestore (portafogli, collane, orecchini, soldi, passaporti e altro), il gestore che rivela qualcosa di confuso ma spaventoso prima di farsi saltare il cervello. Purtroppo non riescie a raggiungere il resto della famiglia per avvertire del pericolo imminente. Eppure aveva una gran bella pistola.
Terribile film, alcune scene tengono tesi a lungo (RIESCONO a tenere tesi! ci riescono, dannazione!!) e danno la solita sensazione di impotenza mentre succedono cose molto brutte. Insomma, lo stupro di Brenda mentre Big Bob brucia vivo è davvero una scena forte, e ben costruita. (ops, forse non dovevo dirlo!)
Ma questo film è cruento al punto giusto: non punta tutto sulla mera violenza (anche se ce n'è molta), non punta tutto sulle ondate di sangue, intestini e cuori fuori dal loro posto, quindi non sfocia nello splatter. Piuttosto segue una story-line logica, con gli eventi che si susseguono nei giusti tempi, e le azioni dei personaggi che non sono spinte da deliri e idiozia immotivati. Proprio come piace a me.
Per non parlare di antagonisti che hanno un cervello pensante e ben funzionante, cattivi che parlano e dicono cose senzate, addirittura che cantano la loro versione dell'inno nazionale statunitense. Non danno spiegazioni nello stile "ultime parole prima di morire?" (comunque lo spettatore conosce le motivazioni), semplicemente fanno la fine che meritano, senza troppi complimenti, anche se non va tutto nel verso giusto. Ovvero alla fine vincono i buoni, ma la strada per raggiungere la vittoria è lunga e non è fatta sembrare tanto semplice, tanto che in alcune sequenze sembra andare tutto per il verso sbagliato.
E mi sono davvero sopreso: io che riesco a predire quasi tutte le azioni dei personaggi in anticipo (molti horror sono SPAVENTOSAMENTE PREVEDIBILI), ho sbagliato quasi tutte le previsioni. Chiara dimostrazione che non rispecchia le vecchie regole noiose dell'horror. E questo gli fa onore.
L'amico Alexandre Aja (il regista) ha fatto decisamente il suo miglior lavoro fino ad adesso. Un ottimo horror, intelligente, violento, NON SPLATTER, inquietante. Solo non riesce a far trasmettere la sensazione dell'essere osservati, in quel modo ossessivo e opprimente come sarebbe stato giusto che sia.
Beh, non vedevo un horror di così alta qualità da un pezzo!
La frase: "Lasciate in pace Doug: lui è un democratico... non crede nelle pistole!" Big Bob